DONNE DI CARTA. DA GOYA A PICASSO, a Monza una mostra sulla collezione di Federica Galli

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Fino al 25 giugno la Galleria Civica di Monza grazie alla collaborazione tra il Comune di Monza e la Fondazione Federica Galli, ospita un’importante mostra dedicata a Federica Galli, famosa “inciditrice” ma anche fine collezionista.

La mostra “DONNE DI CARTA. DA GOYA A PICASSO” raccoglie trentatré opere su carta, perlopiù stampe, appartenute alla sua collezione privata e selezionate secondo il tema dell’immagine femminile.

Federica Galli, un’artista con la passione per il collezionismo

Federica Galli (1932-2009) amava circondarsi delle opere d’arte degli artisti che apprezzava. Opere che spesso di accompagnavano ad un significato emotivo, richiamando alla memoria un viaggio, una circostanza, una presenza, un amico.

Una sorta di compendio della storia dell’arte incisoria da Dürer a Picasso attraverso Rembrandt, Rouault, Matisse, Bartolini, e molti altri maestri antichi meno noti ma importanti.

Tra le stampe della sua collezione, esposte alla Galleria Civica, un ritratto di Federica Galli di Aligi Sassu, una Yvette Guilbert di Tolouse Lautrec, una Théogonie di Braque, un volto di ragazza di Cézanne e un Proverbio di Goya.Tolouse Lautrec

Federica Galli Monza

Un percorso attraverso le ispirazioni e il lavoro dell’artista lombarda

Una mostra che, attraverso le stampe presenti nella collezione di Federica Galli, evidenzia una ricerca per il segno puro e per la sintesi compositiva. 

Due modalità artistiche sicuramente distanti dal gesto incisorio, che contraddistingue l’identità artistica dell’autrice e dalla sua volontà di “saturare” la superficie della lastra con composizioni sempre molto piene. Delle scelte che dimostrano l’apertura mentale, l’onestà intellettuale e la curiosità di approfondire e studiare l’arte dell’artista

Il percorso della mostra si completa alcune incisioni realizzate da Federica Galli per Monza in occasione dell’importante esposizione “Federica Galli. L’incanto dello sguardo (dal 1954 al 2007)”, presentata al Serrone della Villa Reale nel 2008. Nello stesso anno in cui l’artista donò alla città di Monza venticinque acqueforti conservate oggi presso i Musei Civici.

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