La coreana Kimsooja invade la basilica di Sant’Eustorgio

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Dal 10 marzo al 15 giugno, il Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio” di Milano ospita il progetto site specific To Breathe / Respirare dell’artista coreana Kimsooja. Intervento, curato da Giovanni Iovane, in collaborazione con la Galleria Raffaella Cortese di Milano, che fa parte di un progetto organico che prevede la presentazione di mostre di arte contemporanea all’interno di una delle basiliche più antiche di Milano fondata nel IV secolo.

Arte contemporanea all’interno di una delle basiliche più antiche di Milano

L’istallazione occupa il cuore della Basilica di Sant’Eustorgio: la Cappella Portinari, uno spazio quadrato sormontato da una spettacolare cupola a ombrello, concepita come un corpo autonomo e risale alla seconda metà del Quattrocento. La decorazione ad affresco, opera di Vincenzo Foppa, presenta dipinti con scaglie policrome che alludono alla luce divina e, probabilmente, al Paradiso.

Sono coinvolte nell’intervento anche le due attigue Cappelle Salariane, che risalgono alla seconda metà del XV secolo. In quella di sinistra, rispetto alla Portinari, sono presenti affreschi di Daniele Crespi (risalenti al 1620-21) fra cui spicca San Paolo rapito dagli angeli al terzo cielo, nelle vele degli Evangelisti.

To Breathe/Respirare di Kimsooja

L’installazione che Kimsooja realizza per la cappella Portinari e le due cappelle Solariane mette in luce un dialogo originale con l’architettura e le decorazioni pittoriche della storia dell’arte. Il suo intervento si contestualizza e si fonde perfettamente ri-creando, al di là del tempo, una originale e nuova esperienza spaziale.

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To Breathe/Respirare oscilla tra la pratica della contemplazione e quella indotta dalla rivelazione, così come nelle mostre che, con lo stesso titolo, si sono tenute nel Padiglione della Corea alla Biennale di Venezia del 2013, al Centre Pompidou, Metz 2015, e infine nel 2016 al National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul, Corea.

L’istallazione To Breathe/Respirare riflette la luce solare esterna di sette finestre e oculi delle Cappelle e crea, mediante la rifrazione dei raggi e dello spettro dei colori filtrati da speciali pellicole, un ambiente in cui il corpo dello spettatore è partecipe di una esperienza di rivelazione. La luce del giorno, da sud est a nord ovest, si muove lentamente attraverso le variazioni dello spettro dei colori visibili creando uno spazio, una sorta di “terzo cielo” , per lo spettatore di questi luoghi consacrati e spirituali.

Leggi anche: Un’opera di Kounellis in mostra alla Statale di Milano

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