Astrazione e figurazione: la personale di Silvia Bächli a Milano

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Galleria Raffaella Cortese ospita, dal 17 settembre al 22 novembre, Nähern la terza mostra personale di Silvia Bächli dal 2013, anno della prima collaborazione tra l’artista elvetica e la galleria Milanese.

Stile immediato e minimale, astrazione che nasce dalla quotidianità, dall’accidentale

Artista svizzera attiva sin dagli anni ‘80, la Bächili ha dedicato la sua ricerca allo sviluppo del disegno in bilico tra astrazione e accenni di figurazione, tra narrazione e azione. Un lessico di linee, griglie, movimenti in continua evoluzione caratterizza la sua produzione inconfondibile, un’indagine costante ma in perenne mutamento. La genesi è da rintracciarsi nella realtà, nella quotidianità, nell’accidentale: una regione invisibile di emozioni e impressioni chevengono formalizzate in un linguaggio intrinsecamente legato al medium.

Uno stile immediato e minimale che dà voce ad un codice di segni, forme, spazi, caratterizzato da sintesi, controllo del gesto, equilibrio misurato, pur conservando sempre qualcosa di incompiuto. La presenza dell’artista si avvertenella diversa pressione della pennellata, negli arresti, nella densità e nelle sfumature dei toni di gouache (un tipo di colore a tempera reso più pesante e opaco con l’aggiunta di un pigmento bianco mescolato con la gomma arabica).

I limiti del suo agire sul foglio corrispondono alla dimensione corporale mentre nella composizione come nelle pause si riconosce un’assonanza con la musica “Nella musica, il silenzio è importante tanto quanto le note suonate” dice l’artista.

Nähern la terza mostra personale di Silvia Bächli a Milano

In occasione della mostra la  galleria ospita alcuni recenti lavori  di Silvia Bächli che testimoniano la continuità di una ricerca incostante progresso: “Sono sempre meno interessata a storie narrative con un inizio e una fine” afferma la Bächli “L’effimero tra le storie e il tono stanno diventando più importanti per me, con tutte le loro lacune, tutto ciò che è non detto, le allusioni, le pause… Le storie che non possono essere addomesticate dalle parole. Storie che nascono dalle linee che si intersecano o scorrono vicine senza mai incontrarsi. Storie che nascono dagli spazivuoti delle griglie non simmetriche ma incisive. Disegni che non rappresentano ma suggeriscono: E ci sono statiper i quali non abbiamo parole ma che possono ancora diventare un’immagine”

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