Carlo Carrà: una grande antologica a Palazzo Reale

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A trent’anni dall’ultima rassegna dedicatagli, Carlo Carrà torna a Milano con una mostra che ne ripercorre l’intero percorso artistico attraverso le sue opere più significative.

Dalle prove divisioniste ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti del Futurismo e della Metafisica, fin ad arrivare ai dipinti ascrivibili ai ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà dagli anni Venti, non senza trascurare le grandi composizioni di figura risalenti agli anni Trenta.

L’omaggio di Milano al pittore che ha attraversato le correnti più innovative dell’arte del 900

Dal 4 ottobre al 3 febbraio le sale di Palazzo Reale si fanno custodi  della più ampia e importante rassegna antologica mai realizzata su Carrà, un’occasione irripetibile che riunisce oltre 100 pezzi, concessi in prestito dalle più importanti collezioni italiane e internazionali, pubbliche e private.

Trent’anni fa, era il 1987, l’ultimo omaggio della città meneghina mentre sono passati ben cinquantasei anni dalla mostra che, con Carlo Carrà ancora in vita, si svolse nel 1962, sotto la presidenza di Roberto Longhi, proprio a Palazzo Reale.

Si trattò di un omaggio al maestro che nel ‘54 aveva ricevuto la medaglia d’oro di cittadino benemerito e che giovanissimo aveva scelto Milano come sua città d’elezione. Un riconoscimento, in una tradizione tutta milanese, che faceva seguito al tributo dedicato al pittore nelle sale della Pinacoteca di Brera nel 1942, in uno dei momenti più tragici della seconda guerra mondiale.

Carlo Carrà mostra milano
Carlo Carrà La musa metafisica, 1917 Olio su tela, cm 90 x 66 Milano, Pinacoteca di Brera

Carlo Carrà: 130 che ricostruiscono la carriera artistica del pittore milanese

130 opere che ricostruiscono la fitta trama di affinità intellettuali e di rapporti d’elezione che legò Carlo Carrà ai suoi collezionisti e amici del tempo. Fu, infatti, artista irrequieto, persona dai viaggi significativi che lo portarono già giovanissimo a Parigi e poi a Londra, e di importanti incontri internazionali da Apollinaire a Picasso, oltre che uomo di grandi aperture culturali e di letture che lo spinsero a svolgere un’attività critica sulle riviste più importanti e di tendenza del tempo “La Voce”, “Lacerba” e soprattutto “L’Ambrosiano”.

7 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande maestro: Tra Divisionismo e Futurismo; Primitivismo; Metafisica; Ritorno alla natura; Centralità della figura; Gli ultimi anni; Ritratti.

Leggi anche: Achille Funi e gli amici di “Novecento” in mostra a Milano

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