Metropoli cangianti e in movimento. Antonio Sannino a Milano

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Antonio Sannino trasporta il fascino dell’urban landscape alla Fondazione Stelline a Milano, dal 25 ottobre al 18 novembre, con la personale Only Love. 

Un progetto che completa un percorso artistico e personale dedicato all’architettura delle metropoli internazionali, iniziato qualche anno fa e i cui risultati sono di rara efficacia dal punto di vista della tecnica e della rappresentazione.

La mostra, a cura di Angelo Crespi, presenta la ricerca di Antonio Sannino, pittore di formazione classica, che da qualche anno ha affiancato alle porzioni di mare, quasi astratte, viste dall’alto, un percorso espositivo dedicato al paesaggio urbano contemporaneo.

Antonio Sannino, Only Love. Paesaggi metropolitani, colore e luce

Soggetti preferiti di questa ricerca del pittore napoletano, ma romano di adozione, sono le metropoli internazionali, soprattutto New York e Midtown Manhattan, che Sannino rappresentate pittoricamente dall’artista attraverso la ricerca del colore e della luce.

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Le grandi città dipinte, colte all’imbrunire o nel buio della notte, appaiono però cangianti nei riflessi delle vetrate e delle luci colorate; gli edifici, catturati in prospettive caotiche, sembrano in movimento e anche i residui di cielo sono frutto di una visione, piuttosto che di una semplice riproduzione.

Sannino sperimenta in questi ultimi lavori una tecnica che garantisce una flatness dal sapore quasi pop: grazie l’utilizzo di resina in grado di vetrificare i colori a olio stesi su un supporto di alluminio. Il risultato è una superficie sottile e levigata che esalta la profondità compositiva, una sorta di no-landscape, per mezzo del quale l’artista non vuole più rappresentare la realtà, bensì vi allude, preferendo coglierne l’espressione più forte.

Un sentimento ancora più radicato in questa mostra dal titolo Only Love, dove il rappresentativo messaggio spirituale diventa parte integrante del panorama, quasi fosse una subliminale controindicazione rispetto a una lettura meramente iconografica dell’opera.

Leggi anche: I plexiglas di Marco Gastini in mostra a Milano

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