Le architetture archetipiche di Andrea Branzi in mostra a Milano

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Andrea Branzi, dopo l’assegnazione del premio Rolf Schock per le Arti Visive conferitogli dalla Royal Academy of Fine Arts di Stoccolma nel 2018, torna a esporre nella galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura con la mostra Archetipi.

Dal 22 maggio al 22 giugno, dieci sculture inedite, realizzate con DAS, legno e rete metallica, indagano il tema degli archetipi. In mostra anche una serie di opere su carta.

Andrea Branzi, Archetipi. Un repertorio da inventare nella mente umana; un materiale da indagare dentro la profondità della nostra mente

Gli archetipi sono, per Andrea Branzi, quei modelli teorici, mentali, che anticipano tutte le nostre attività creative; si tratta di un patrimonio antropologico non evidente, che giace nel profondo del nostro istinto, quando diamo forma e sostanza a nuove forme espressive.

In architettura significa fare riferimento a strutture primarie come le capanne, i recinti, le strutture agricole, la cui funzione non è definita in rapporto all’abitare ma al costruire, intesa come attività primaria prima che funzionale.

Oggi l’architettura civile vive una crisi di credibilità – sostiene Branzi – “nel senso che il suo rapporto con la società si è progressivamente logorato; a sua volta la società vive una profonda crisi e non è più in grado di fornire quadri di valori al progetto. In questo contesto la riflessione sugli archetipi primari diventa importante perché essi non sono una eredità del passato, ma piuttosto un repertorio da inventare; non sono cioè un repertorio certo ma piuttosto un materiale da indagare dentro la profondità della nostra mente

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