Annunziata Scipione, il naïf contemporaneo in mostra a Milano

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Dall’11 al 30 luglio 2019 la Fondazione Stelline ospita la mostra Il fuoco della Terra. Annunziata Scipione, seconda tappa di un progetto espositivo dedicato ad Annunziata Scipione (1928 – 2018), una delle più interessanti esponenti del naїf italiano contemporaneo, da molti ritenuta vera erede di Antonio Ligabue.

L’artista abruzzese rappresenta potentemente l’inconscio collettivo di una comunità, il suo bisogno di riconoscersi in archetipi, tradizioni, continuità che formino un orizzonte di senso, e lo fonde con il proprio desiderio di appartenenza a un luogo, di radicamento in una terra, di ricerca di un orizzonte in cui situarsi. È l’affermazione del valore dei luoghi, della memoria e dell’identità.

Il fuoco della Terra. Annunziata Scipione, diario enciclopedico delle usanze, delle attività lavorative, delle tradizioni laiche e religiose della società arcaico-rurale italiana

Il percorso espositivo presenta una cinquantina di opere tra dipinti e sculture ed è accompagnato dalla più importante pubblicazione sino a oggi mai realizzata sulla Scipione: una ricca monografia, a cura di Silvia Pegoraro, con testi della curatrice e di Valentina Muzii, corredata da un’antologia critica, che presenta quasi 450 opere, costituendo di fatto il primo catalogo generale dell’artista. Il progetto espositivo ed editoriale propone, quindi, un doppio percorso attraverso l’intera opera di Annunziata Scipione, dal 1968 fino alla più recente fase espressiva, che si è conclusa solo pochi mesi prima della sua scomparsa avvenuta il 24 aprile 2018.

Nelle parole della curatrice,  Silvia Pecoraro, Annunziata Scipione è collocabile all’estremo limite dell’area naїve, per la complessità della sua visione e per la riflessione antropologico-culturale che vi appare sottesa. Le sue opere parlano della forza e della ricchezza di una personalità femminile che ha perseguito con vigore e serena determinazione l’affermarsi della propria vocazione più autentica e profonda.

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L’immenso lavoro pittorico di Annunziata Scipione costituisce anche una sorta di diario enciclopedico delle usanze, delle attività lavorative, delle tradizioni laiche e religiose della società arcaico-rurale dei luoghi dov’è nata e ha vissuto, molto simili, del resto, a quelli di tutta l’Italia fino al dopoguerra. Un “documentario” che prende corpo in cromie fiabesche, seppure pervaso da un solido e cristallino senso del reale e dell’appartenenza alla propria terra.

Leggi anche: Milano, ad ottobre i capolavori della collezione Thannhauser dal Guggenheim

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