Il Nouveau Réalisme di Arman in mostra a Milano

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La galleria Tornabuoni Arte ospita una importante retrospettiva, dal 5 ottobre al 6 dicembre 2019, dedicata ad Arman, uno degli esponenti più noti e apprezzati del Nouveau Réalisme, le cui opere, connotate da una forte valenza ambientale.

Un’esposizione monografica, che ripercorre l’intera  produzione dell’artista, dai primi anni ’50 in poi. Le opere in mostra, infatti, puntano a dare un’idea a tutto tondo della poetica di Arman, il quale osservava la realtà dal suo lato industriale e urbano, mettendone in evidenza tutte le contraddizioni possibili.

Arman, accumulazioni e frammentazioni. La realtà osservata dal suo lato industriale e urbano, mettendone in evidenza tutte le contraddizioni possibili

Punto di partenza sono le Accumulations del 1953 per arrivare agli Strumenti musicali sezionati, in un percorso che si pone in perfetta sintonia con la società contemporanea. Arman credeva fermamente nel principio di accumulazione, e le sue scatole di vetro riempite con immondizia (polvere, fili, scatole di formaggio etc.) riportano i visitatori ai problemi ambientali di tutti i giorni, in primis l’emergenza rifiuti. Con un intento irriverente e provocatorio, gli accumuli dell’artista francese possono sembrare confusionari, ma a una visione più attenta mostrano di essere un insieme perfettamente controllato, frutto della costruzione dello sguardo.

In Arman l’idea di accumulazione si fa tanto più controllata quanto più si assiste alla sua crescita artistica. Da insiemi di oggetti di varia natura egli passa, successivamente, ad accatastare oggetti tra loro identici, differenziati solo da un minimo particolare. Una poetica che ha quindi uno sviluppo binario nel tempo.

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Se da una parte troviamo le Accumulations, dall’altra troviamo esposto in mostra anche l’altro suo cavallo di battaglia: le frammentazioni. Una scelta azzardata, che va a porsi in contrapposizione con l’idea di accumulo. Sarà lo stesso Arman a dare però una spiegazione in merito, dicendo: “Credo che nel desiderio di accumulare sia insito un bisogno di sicurezza, mentre nel distruggere e tagliare vi sia la volontà di fermare il tempo”.

Un’idea di materialismo e cristallizzazione, quindi, che si sviluppa in binari paralleli all’interno della stessa mostra. Un aspetto non esclude l’altro, e anzi possono essere considerati complementari nella vita di tutti i giorni. Due facce della stessa medaglia, che permettono allo spettatore di aprire gli occhi sulla società contemporanea, in un percorso di riflessione e di presa di coscienza.

Leggi anche: Filippo de Pisis, la grande retrospettiva al Museo del 900

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