A Bologna la quarta edizione di Biennale Foto Industria

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A Bologna fino al 24 novembre, si tiene la quarta edizione della Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro promossa e organizzata da Fondazione MAST con 10 esposizioni nel centro storico e la mostra Anthropocene al MAST fino al 5 gennaio.

Titolo della Biennale è TECNOSFERA: L’UOMO E IL COSTRUIRE e vede celebri protagonisti della storia della fotografia come Albert Renger-Patzsch (in mostra alla Pinacoteca Nazionale) e André Kertész (visitabile presso la Fondazione Carisbo – Casa Saraceni), le cui immagini fanno ormai parte di un patrimonio iconico condiviso, affiancati da grandi artisti contemporanei, italiani e internazionali come Luigi Ghiri (esposto a Palazzo Bentivoglio), Lisetta Carmi (al Genus Bononiae – Santa Maria della Vita), Armin Linke (presso la Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB) e David Claerbout (esposto a Spazio Carbonesi – Palazzo Zambeccari) e giovani autori affermati sulla scena internazionale come Matthieu Gafsou (a Palazzo Pepoli Campogrande), Stephanie Syjuco (al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna), Yosuke Bandai (al Museo Internazionale e Biblioteca della Musica) e Delio Jasse (alla Fondazione del Monte – Palazzo Paltroni), alternando tecniche che vanno dagli usi più puri e tradizionali della fotografia alle sperimentazioni più innovative

TECNOSFERA: L’UOMO E IL COSTRUIRE, la quarta edizione della Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro

Protagonista di Foto/industria 2019 è il tema del costruire: un‘azione cruciale radicata nella natura della specie umana che, attraverso le mostre, viene esplorata a tutto tondo, dalle sue radici storiche e filosofiche agli inevitabili risvolti scientifici. Dalle città alle industrie, dalle reti energetiche a quelle infrastrutturali, dai sistemi di comunicazione alle reti digitali, la Biennale indaga il complesso sistema dinamico del fare che caratterizza la presenza dell’uomo sul pianeta.

È questa attività che dà forma alla tecnosfera: l’insieme di tutte le strutture che gli esseri umani hanno costruito per garantire la loro sopravvivenza sul pianeta. Con un peso stimato di 30 miliardi di miliardi di tonnellate, questo strato artificiale al di sopra della crosta terrestre è stato definito Tecnosfera nel 2013 dal geologo Peter Haff, professore di geologia e ingegneria civile presso la Duke University.

L’impronta dell’attività dell’uomo sulla terra è anche oggetto dell’undicesima mostra che ospita il MAST fino al 5 gennaio 2020: ANTHROPOCENE. Un‘esplorazione multimediale che documenta l’impatto dell’essere umano sul pianeta attraverso le straordinarie fotografie di Edward Burtynsky, i film di Jennifer Baichwal e Nicholas De Pencier e una serie di installazioni di realtà aumentata.

Leggi anche: Rhu/Soul, la personale di Maïmouna Guerresi a Milano

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