Il Gange e le sue contraddizioni negli scatti di Giulio Di Sturco

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La fotografia è la protagonista della mostra di Giulio Di Sturco Ganga Ma, a cura di Eimear Martin, dal 6 febbraio al 22 marzo ospitata presso gli spazi della Fondazione Stelline.

Ganga Ma è il frutto di una ricerca fotografica decennale sul fiume Gange che documenta gli effetti devastanti dell’inquinamento, della industrializzazione e dei cambiamenti climatici. Il progetto segue il fiume per oltre 2.500 miglia, dalla sua sorgente nel ghiacciaio del Gangotri, situato nella catena dell’Himalaya, fino alla foce nel Golfo del Bengala, in Bangladesh.

Il risultato è una riflessione filosofica per immagini che presagisce un futuro non troppo lontano, consentendoci di percepire l’incombenza di un mondo tossico e post-apocalittico.

Giulio Di Sturco, Ganga Ma. Un progetto documentario che indaga gli effetti devastanti dell’inquinamento, della industrializzazione e dei cambiamenti climatici

In mostra una selezione di 27 fotografie che spaziano fra il distacco della fotografia documentaria e una risposta quasi pittorica alle condizioni ecologiche e atmosferiche del Gange. Grazie a un linguaggio poetico e sempre misurato e attraverso quella che può essere definita una “estetica dell’inquinamento“, il fotografo muove la sua lente sul disastro ecologico che affligge il fiume più sacro e venerato dell’India, il Gange.

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Ganga Ma è iniziato come progetto documentario a lungo termine, concepito come testimonianza dello svolgimento di un disastro ecologico in corso. Tuttavia, nel processo creativo Giulio Di Sturco ha modellato un vero e proprio linguaggio visivo, capace di mostrarsi sensibile ai cambiamenti già avvenuti sul Gange e di indagare il paesaggio in cerca di segni di ciò che ci aspetta.

Il Gange è un esempio emblematico della contraddizione irrisolta tra uomo e ambiente, poiché è un fiume intimamente connesso con ogni aspetto – fisico e spirituale – della vita indiana. Tutt’oggi costituisce una fonte di sussistenza per milioni di persone che vivono lungo le sue rive, fornendo cibo a oltre un terzo della popolazione indiana. Il suo ecosistema include una vasta eterogeneità di specie animali e vegetali, che stanno però scomparendo a causa dei rifiuti tossici smaltiti ogni giorno nelle sue acque. È chiaro che il fiume sia sull’orlo di una crisi umanitaria e di un disastro ecologico.

Leggi anche: Racconto, fiaba ed ironia. Liu Ye in mostra a Fondazione Prada

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