Impiantato nella corteccia motoria un chip che ha permesso ad un ragazzo con braccia e gambe paralizzate di muove mano, dita e polso. Si tratta del primo esperimento del genere mai condotto prima su un essere umano, e si deve al gruppo con a capo Ali Rezai della Ohio State University, Chad Bouton dell’Istituto Feinstein per la ricerca medica e Nick Annetta del Battelle Memorial Institute.

Il chip è stato in grado di indirizzare i segnali nervosi a un sistema di elettrodi posti sull’avambraccio, che li ha poi trasmessi alla mano. Il ragazzo è stato anche in grado di afferrare una bottiglia, versarne il contenuto in un bicchiere e anche di suonare una chitarra collegata a un videogioco.

Come spiegato da Silvestro Micera, insegnante di Neuroingegneria nella Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il sistema ”ha ripristinato in modo artificiale il collegamento tra i segnali che il cervello invia agli arti per farli muovere, che è interrotto nelle persone paralizzate a causa di lesioni spinali.”

Il sistema si chiama NeuroLife: si tratta di un bypass nervoso elettronico che registra i segnali della corteccia grazie al chip, li elabora e li trasforma nei movimenti desiderati grazie a un sistema basato sull’intelligenza artificiale.

Secondo Micera il risultato è estremamente significativo: non si esclude che questo tipo di tecnologia potrebbe essere trasferita sui pazienti in tempi relativamente brevi.

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