Lucio Fontana. Omaggio a Leonardo, la mostra al Museo del 900

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Il Museo del Novecento celebra il genio di Leonardo da Vinci attraverso l’opera di Lucio Fontana, che ne guarda e reinterpreta il lavoro.

Dal 14 giugno al 15 settembre, nelle sale del percorso permanente, dedicate all’artista italo-argentino, la mostra Lucio Fontana. Omaggio a Leonardo. Cavalli, cavalieri e battaglie che  nei lavori su carta e dalle sculture in ceramica di Fontana, a cavallo tra gli anni Trenta e i primi anni Cinquanta, rileggono oggi, in chiave moderna, l’opera del maestro rinascimentale.

Lucio Fontana. Omaggio a Leonardo; una riflessione sull’approccio sperimentale che unisce i due artisti

Inserita nel palinsesto “Milano Leonardo 500”, promosso e coordinato dal Comune di Milano in occasione del cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci, l’esposizione prende spunto dalla Mostra di Leonardo e delle Invenzioni Italiane inaugurata il 9 maggio 1939 al Palazzo dell’Arte di Milano dove, nell’atrio d’ingresso della Triennale allestito dagli architetti Giovanni Muzio e Carlo Bruno Negri, la scultura con “Cavallo rampante dorato” di Lucio Fontana riprendeva un disegno leonardesco per la Battaglia di Anghiari.

Il motivo viene rielaborato anche nel bozzetto in gesso del “Cavallo e cavaliere” presentato da Fontana al Concorso per la V Porta del Duomo di Milano nel 1952. Cavalli rampanti, guerrieri, centauri, cavalieri e cavalli marini, riproposti in molteplici rielaborazioni formali, plastiche e cromatiche animano Sala Fontana, in un ideale percorso cronologico che conduce alla “Struttura al neon”, realizzata per la IX Triennale di Milano del 1951, rimandando ancora una volta al Palazzo dell’Arte.

La celebrazione di Leonardo da Vinci, a cinquecento anni dalla morte, non si ferma tuttavia a un confronto iconografico con i cavalli impennati e gli studi di battaglie, ma diventa riflessione sull’approccio sperimentale che unisce i due artisti. Il primo a proporre un confronto metodologico tra Lucio Fontana e Leonardo da Vinci fu Emilio Villa. Il poeta e critico d’arte nel marzo del 1940 recensiva Lucio Fontana. 20 disegni con una prefazione di Duilio Morosini che inaugurava le Edizioni di Corrente e, soffermandosi su un disegno di “Battaglia” del 1936, affermava che Fontana “è tra gli artisti nostri il più acceso estro della semplicità, quello che più insistentemente ci richiama a una eterna intuizione leonardesca: ‘Ogni cosa in natura si fa per la sua linea più breve’”.

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