Dinamiche Infinite, gli scatti metafisici di Maurizio Gabbana a Milano

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Fino al 30 settembre 2020 Triennale  Milano ospita Dynamiche Infinite, la mostra del fotografo milanese Maurizio Gabbana, che raccoglie una selezione di scatti urbani. L’esposizione, inserita nel programma Estate in Triennale, è curata da Andrea Dusio e si ricollega al filone narrativo degli incontri che la Fondazione Mammeri proporrà, in questi mesi, nel ciclo I sette messaggeri.

Maurizio Gabbana, immagini cariche di un’atmosfera metafisica che ricordano le immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdow

Maurizio Gabbana mostra Milano Triennale
Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria | Foto: © Maurizio Gabbana | Courtesy Fondazione Maimeri

La mostra presenta una serie di scatti realizzati con la tecnica digitale caratteristica di Gabbana, che ha fotografato gli scenari monumentali delle città italiane e di alcune metropoli straniere producendo immagini cariche di un’atmosfera metafisica, in cui le piazze e i luoghi più emblematici sono spesso solitari, senza che vi compaia la figura umana. Una scelta stilistica, che non ha alcuna relazione con il tempo della pandemia, ma che a posteriori rimanda ad una sorta di trasfigurazione spazio/temporale delle immagini che i droni hanno prodotto delle nostre città durante il lockdown.

“Quando mi hanno mostrato le fotografie di Maurizio Gabbana, quelle architetture urbane in cui la luce costruisce di fatto una struttura sovrapposta alla realtà, un’eco del tempo che si amplia sino ai limiti dell’inquadratura e oltre, come una risonanza che non si può contenere, una dinamica futurista che processa l’instante e lo moltiplica all’infinito, generando immagini di immagini, ho pensato di aver trovato la trasposizione fotografica della psicologia del lockdown.spiega il curatore Andrea Dusio

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Maurizio Gabbana mostra Milano Triennale
Maurizio Gabbana, MilanoDynamicGalleria | Foto: © Maurizio Gabbana | Courtesy Fondazione Maimeri

“Si trattava certamente di una coincidenza fortunata, perché Maurizio ha prodotto questi scatti in tutt’altre circostanze, senza alcune precognizione o allusione a una sospensione della storia, spinto anzitutto da una ricerca formale. Quella che il fotografo milanese chiama dynamica spazio temporale è di fatto una compressione meccanica del tempo nell’istante, che gli consente di incidere il presente sul presente, ottenendo un’onda di propagazione allusiva della sospensione estatica dello sguardo”.

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